dardi violenti scuotono il cielo mentre i sordi rumori delle gocce che rimbalzano sulla guaina del tetto ritmano la mia giornata. come un cieco osservo tutto quello ke di morto mi circonda, offuscato dal vivo tratteggio che delinea la pioggia, fitta e scura. ogni rombo che risuona nel vuoto della mattinata fa incrinare il mio sterno, contorcere il diaframma. allo specchio le stesse figure tristi di ogni volta; si assumono le proprie colpe. senza mai dimenticare che qualcuno deve fare la strada per altri. senza mai dimenticare che qualcuno vale più di altri. senza mai dimenticare che non si vale mai abbastanza. come un cieco osservo tutto il mondo e vedo grigio e bianco e nero. dal fondo del mio pozzo la luce non si percepisce ma le gocce arrivano comunque violente sulla mia faccia cerata. seduto, incatenato di prorpria volontà, riposa l'orgoglio del gladiatore. l'acqua raggiunge la gola ma non un cenno, non un grido. è una primavera dell'animo triste e malinconico. stringe il pugno e maledisce se stesso. acqua. buio...30 maggio 2008
rain
dardi violenti scuotono il cielo mentre i sordi rumori delle gocce che rimbalzano sulla guaina del tetto ritmano la mia giornata. come un cieco osservo tutto quello ke di morto mi circonda, offuscato dal vivo tratteggio che delinea la pioggia, fitta e scura. ogni rombo che risuona nel vuoto della mattinata fa incrinare il mio sterno, contorcere il diaframma. allo specchio le stesse figure tristi di ogni volta; si assumono le proprie colpe. senza mai dimenticare che qualcuno deve fare la strada per altri. senza mai dimenticare che qualcuno vale più di altri. senza mai dimenticare che non si vale mai abbastanza. come un cieco osservo tutto il mondo e vedo grigio e bianco e nero. dal fondo del mio pozzo la luce non si percepisce ma le gocce arrivano comunque violente sulla mia faccia cerata. seduto, incatenato di prorpria volontà, riposa l'orgoglio del gladiatore. l'acqua raggiunge la gola ma non un cenno, non un grido. è una primavera dell'animo triste e malinconico. stringe il pugno e maledisce se stesso. acqua. buio...23 maggio 2008
fire
sparirà ogni cosa dalla mia mente. farò pulizia, riordinerò cassetti e scaffali. cullerò le cose importanti e brucerò ogni lascito inutile. sarà un grande falò che irradierà ogni angolo buio ed alimenterà il desiderio di spazio libero. crepiterà con forza emettendo sordi rumori e scintille vive come la stessa fiamma che le avrà prodotte. sento già il calore svilupparsi ed esplodere nel silenzio. i timpani sanguinano per il forte rumore, ma la cosa non ha importanza. guariranno come tutte le altre cose.
16 maggio 2008
broken...
comincio a credere che se esiste un dio deve avere un sarcasmo molto sviluppato. un'ironia pungente con la quale gioca allegramente complottando in segreto alle spalle delle vite mortali. forse è solo uno sfogo per reprimere la consapevolezza delle proprie responsabilità. forse è solo il rigetto dell'imprevedibilità che contraddistingue questo piccolo mondo. ricordo la spilletta che avevo attaccata allo zaino quando ero alle medie. diceva :"shit happenz!".quanto aveva ragione....
24 aprile 2008
choices
alla fine si riassume tutto nelle scelte che facciamo. cosa, dove, come e con chi... e quando le idee sono conufuse e rumorose e le risposte tentennanno nel loro lento delinearsi mi chiedo se sia meglio non scegliere del tutto.assaporo la nuova situazione per cercarne almeno un lato positivo: le molte sfaccettature sono lucide e brillanti. i miei occhi viaggiano da un punto all'altro rapiti dalla frenesia dei riflessi colorati. la caleidoscopica visione irraggia il mio viso con le più dissimili cromie e per questo confonde le sensazioni che bombardano i miei neuroni. il mio corpo rivela un'estatica espressione di pazzia che dolcemente oscura per un attimo infinito quella che chiamiamo ragione.
e adesso, cosa faccio....?
21 aprile 2008
precious...
delle volte le cose a guardarle bene sono proprio strane. quanti dettagli che fanno la differenza se si sommano tutti. spesso hanno più importanza le piccole quotidianità che i grandi avvenimenti...le giornate possono cambiare letteralmente verso quando arriva l'inaspettato. non serve molto: può essere il sorriso della ragazza che ti interessa (o più spesso il fatto che questa non ti sorrida affatto); qualcuno che ti da ragione quando sai di averla, scoprire i tuoi amici e quelli che in realtà non lo sono; l'sms del compagno che non sentivi da tempo; scoprire che tua madre ha nascosto in dispensa i biscotti ripieni ed è proprio l'ora di merenda e altre cose che sicuramente vi saranno capitate ma che ora non mi saltano alla mente. sono tante piccole meraviglie che crepitano come il fuoco d'estate e brillano come i riflessi degli alberi sull'acqua.
chissà che effetto vi farà questo post?
to be continued...
18 aprile 2008
broken
voglio credere che ci sia ancora una speranza per riaggiustare le cose. mi serve una specie di attaccatutto o qualcosa di simile. solo che le crepe continuano a vedersi. restaurare non è mai stato il mio forte. aggiustare pure. rompere invece mi viene benissimo. è il mio cavallo di battaglia. una dote, un dono di natura... che natura di...va puntualizzato un fatto, non lo nego. spesso si rompono le cose in due. uno tira da una parte e l'altro fa resistenza nella direzione opposta. alla fine sono cocci amari, sempre e solo cocci amari. come diceva un mio amico.. "occhio che se no sono volatili per diabetici".
ma, se davvero si è in due, poi di chi è la colpa? e se da due si diventa tre, quattro, cinque, duemila, un milione...
perchè una colpa dobbiamo trovarla per forza. non possiamo ammettere che "tutto va come deve andare". abbiamo sviluppato un sottile, comico senso di deresponsabilizzazione, alle volte votato al masochismo... e comunque alla fine sono cocci amari...
un secondo che prendo la colla... forse riesco a recuperare qualcosa...
10 aprile 2008
wisdom... ?
è abbastanza strano rendersi conto di quanto tempo sto sottraendo alle cose davvero importanti. cercare disperatamente repentine distrazioni luminescenti è ormai abitudine se non mania. rimandare è un vezzo che ho acquisito con estrema disinvoltura. è più semplice piangere perchè il sole ti offusca la vista che per l'infelicità del fallimento. quando le buone notizie tardano ad arrivare preferisco isolarmi dal mondo e ritrovare la mia giusta dimensione. qualche posto dove nessuno possa raggiungermi per pensare a tutto quello che è accaduto, quello che sta capitolando qua intorno e tutto quello che potrebbe accadere. precipitare in un vortice temporale e vedere distorcere ogni avvenimento per percepirlo così nella misura corretta e poterlo giudicare senza sovrastrutture. poter capire davvero cosa è successo ed il senso di tutto e sentirlo pulsare in ogni vena del corpo. il pugno stretto è sintomo di guarigione ma tutto potrebbe peggiorare ancora una volta. quando mancano le buone notizie crollano le certezze ma si riacutizzano i sensi.apnea...
5 aprile 2008
balance
guardo in ogni direzione per cercare una via d'uscita. la cosa curiosa è che riesco ad intravederne più d'una allo stesso tempo. credevo di essere ormai imprigionato in questo posto sconosciuto. come al solito mi sbagliavo... ho cominciato a fare un po' d'ordine raccattando cose qua e la, alla ricerca di un disimpegnato equilibrio. instancabile cercatore di significati quando ogni legge è fondata sull'imprevedibilità della pazzia: destinato a perdere e condannato a vincere. ma non divaghiamo in storielle infantili. il volto si copre di vergogna diventando rosso fuoco e il senso di inutilità si amplifica risuonando gretto e meschino alle orecchie più attente e sensibili. le convulsioni sono attenuate dalle medicine ma il medico deve aver sbagliato dose perchè ogni volta rischio di prendere sonno. e come ogni sonnambulo che si rispetti cammino senza coscienza. 30 marzo 2008
io voto no!
"questa Italia non c'è, si è suicidata. si è specchiata troppo e si è ammalata." *quale spettacolo meraviglioso prende vita davanti ai nostri occhi... per le elezioni 2008 i nostri amati politici ci stanno riservando uno show di incredibile spessore.
in un paese allo sfacio, difficile, problematico, la crisi dilagante - sintomo di una cattiva gestione e di un disinteresse comune ai problemi nazionali e non - dovrebbe venire affrontata in modo serio e responsabile dalla classe politica, cercando un'intesa ed evitando le corse alle poltrone. evidentemente è chiedere troppo quando il buon senso scarseggia.
allora la domanda sorge spontanea: io chi voto?
voto la santanchè o le sue labbra al silicone? voto berlusconi e la sua mafia? voto veltroni, il politico che non doveva fare più politica? bertinotti, il comunista coi vestiti da mille euro? ferrara, col grasso al posto del cervello? e boselli, de vita, d'angeli, ferrando, fiore, del luca, montanari, rabenino, stefanoni e ferrante? dove sono? dove si vedono? chi li ha mai sentiti? chi gli da voce? la politica è ormai nonnismo, l'informazione è disinformazione!
quasi verrebbe da cercare sulla scheda elettorale il partito "pilu e cemento armato". almeno cetto te lo dice chiaramente: "into u culo agli elettori! into u culo alla speranza!".
in alternativa io voto scheda nulla: io voto no!
*bella italia, tre allegri ragazzi morti
27 marzo 2008
stuck
che strana sensazione percorre oggi il mio corpo. si insinua nella mia mente come una serpe e sibila parole di difficile comprensione ma che riflettono percezioni perfettamente delineate. i loro contorni spessi si sciolgono come cera dilagando sul pavimento e riempiendo l'orizzonte di colori densi e scuri.la mia barba è lunga e punge ogni parte del corpo. gli occhi scavati per la mancanza di sonno implorano pietà. comunicano ogni piccola variazione di umore ma tutta la folla sa vedere solo le occhiaie e la stanchezza. colori cangianti ravvivano lo spirito corroborandone l'essenza.
che strana sensazione ha percorso oggi il mio intero corpo. era come essere un vagabondo emarginato davanti alle più lussuose vetrine di moda dove tutto costa troppo per tutti. fermo e immobie con le pupille fisse, puntate sugli abiti raffinati e ricercati. guardavo quello che non sono riuscito ad avere perchè nonostante gli sforzi il culo tocca ancora per terra e il dolore pervade ogni singolo nervo del mio corpo.
tutto ciò che mi circonda serve a distrarmi. è una sorta di sovrastruttura costruita ad arte per incantare e stupire e affaticare. esorcizzo ogni pensiero vivo per rielaborarlo come un automa. so cosa fare e come farlo perchè la legge di un dio minore è stata impressa a fuoco nei nostri pallidi cervelli. soffoco ogni tumulto per non affrontare un altro canto del cigno, quando in realtà sto già vivendo agonizzante in mancanza di ossigeno.
il tempo non chiede all'uomo sacrifici ma solo iniziative coraggiose immolate sull'altare della felicità. il tempo richiede movimento, mutamento, metamorfosi. che offesa gli sto facendo...
il dolce cullarsi nel proprio dolore è così indispensabile che non posso farne a meno. meglio non rischiare: si potrebbe anche vincere, per errore... meglio continuare a giocare alle belle statuine... "che fattezze vuole assumere oggi?" quelle del vagabondo con il culo per terra, mi sembra ovvio...
nel caso ve lo stiate chiedendo, sto fissando... ancora...
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