13 novembre 2008

Y-owner

è da un po' che la sto osservando. carina e sfacciata. vecchia conoscenza, del tipo di ragazza che al tempo delle mele esce con fighella vari ma poi quando arriva sulla trentina comincia a cercare l'impiegato di banca ex-sfigato-del-liceo ora uomo impostato del tipo giacca-cravatta-cartelletta-di-pelle che dà tanta, ma tanta sicurezza quando c'è un mutuo da pagare. parla assieme alla sua amica che a giudicare dalla espressione compiaciuta che ha stampata in volto sta declamando sicuramente una conquista della notte prima. provo ad immaginare la conversazione, ma il cromosoma y che ho reclutato nel momento del concepimento fra le fila dei miei geni mi impedisce di essere obiettivo. lascio perdere, soddisfatto comunque di aver evitato la doppietta di x. cerco qualche altra statuina fra il campionario a disposizione. sembra pieno di copie fatte con lo stampino. 

"oh sfigato mi stai ascoltando?"

la voce della mia amica mi desta da questa divertente occupazione. lei è una di quella a posto. mi accorgo che la mia sigaretta non dura mai abbastanza. o forse dura troppo. comunque no, non la stavo ascoltando. credo sia colpa della mia y...

9 novembre 2008

Wonderful day...

mi sono svegliato presto nonostante la pessima nottata. filato in cucina, la prima preoccupazione è stata bombardare di microonde una tazza d'acqua. il fastidoso suono del forno comincia a lancinarmi i timpani dopo un minuto e mezzo per avvisarmi che terminato con successo il suo compito. adesso è bollente: temperatura grandi ustionati. prendo il té dalla credenza, non dopo un considerevole sforzo per scegliere il gusto ke più si adatta all'umore della mattinata: arsenico con retrogusto di cianuro. è davvero una giornata radiosa. 
preparo la bustina per un doppio carpiato in quella piccola piscina infernale. un sorriso sottile si delinea sul mio volto mentre affogo il misto di foglie secche nella lava fumante che ho davanti. su, giù, su, giù, su giù, su giù, suggiù, suggiù suggiù suggù sggù sgù sù ... plof...
la piccola malefica linguetta di carta si divincola dalla presa delle mie esili dita e urlado "banzai!" cade in quella che ormai è una poltiglia che ha raggiunto la temperatura di fusione dell tungsteno. mi ha fregato. ...una linguetta di carta...

è davvero una meravigliosa, limpida, serena, paciosa, gioiosa giornata di novembre.

5 novembre 2008

Goodbye Crichton...

ero in seconda media e l'anno scolastico era iniziato da poco. avevo appena terminato di leggere la trasposizione letteraria del film "Godzilla". lettura leggera, fantascienza spicciola ed immediata. arrivato a scuola, mi sono diretto con passo spedito alla piccola biblioteca dove ero costretto a trovare la mia dose mensile di letteratura. la vecchia bibliotecaria dall'alto dei suoi capelli sbiaditi mi ha guardato male quando ho finito di esporgli la mia ultima conquista cartacea. gli occhi spaesati quando ho chiesto "qualcosa di simile, visto che mi è piaciuto". non c'erano molti libri ma ricordo chiaramente l'attimo in cui si è chinata e da un angolo che sembrava così lontano ha tirato fuori un libro enorme con un fossile stilizzato disegnato sulla copertina. "secondo me può interessarti", le sue ultime parole. "ci do un'occhiata", le mie. riluttante lo sistemo sotto il braccio e me ne torno in classe. credo di averlo terminato nel giro di una settimana. enorme... "jurassik park" è stato il libro che mi ha fatto conoscere michael crichton. dopo sono seguiti "sfera", "andromeda", "congo", "punto critico", "il mondo perduto". tutti divorati. altri invece sono ancora da terminare, dimenticati nella mia libreria.

storie affascinanti le sue. storie magiche, costruite con sofisticata maestria. storie che hanno ispirato interi temi di italiano, influenzato anni di scritture infantili ed immature. storie che non possono essere dimenticate. storie che mi hanno accompagnato per tanto, tanto tempo.
Goodbye Crichton...

4 novembre 2008

Nostalgy

mi sto esibendo in un silenzioso spettacolo di giocoleria e nessuno è lì ad osservare le strambe figure che disegno con le sfere variopinte. lo stereo suona forte, abbastanza per disturbare i vicini. fuori uno scanzonato burolone si diverte a rovesciare sulla città ormai paralizzata innumerevoli gocce d'acqua e le nuvole giocano a nascondino con il paesaggio. è come essere sospeso in un posto sconosciuto. le mirabolanti acrobazie cominciano a diventare meccaniche e noiose: gran finale, qualche applauso distratto, buio. sbadigliando, cerco rifugio in qualche vecchia pagina di fumetti. l'occhio attento ripercorre le buffe figure disegnate. scopro i denti più di una volta perchè e difficile resistere all'ilarità di quelle idiozie fanciullesche. divertito chiudo a chiave nella memoria qualche battuta in caso di emergenza in un prossimo futuro. la fame sta prendendo a pugni il mio stomaco come se fosse un sacco da allenamento. panino di rito speck e formaggio. bicchiere di rito pieno di zuccheri raffinati. oggi è il "nostalgic day", sembra. non resisto a rispolverare qualche vecchia gloria dal cassetto dei videogiochi. gioco fino a perdere la terza dimensione, vedo solo colori a 16 bit, idraulici grassocci e dinosauri viola mi parlano a gesti, mangio funghi rossi e verdi, salvo la mia principessa con il suo signorile vestito rosa. che bel mondo qui dentro. spengo tutto. i piedi tornano per terra.

... ... ...   ... ... ...   ... ... ...

impatto imminente: futuro prossimo. emergenza... dove avevo messo la chiave?


20 ottobre 2008

Autumn

scritto in un polveroso e malconcio taccuino in un pomeriggio di fine agosto:

sembra che l'estate stia per finire. a breve, prima che l'occhio veda il cambiamento, le foglie degli alberi si incendieranno. al termine della stagione calda bruciano in centinaia di tonalità differenti: caldi colori che giocano con gli ultimi raggi di sole. è il serpente della passione che infiamma le fronde esili e placide. stancamente trascina la sua malinconia; dispiega il suo dramma personale alla nostra vista. pellegrina senza meta, maledendo il suo essere soltanto puro sentimento, irrazionalità devota al martirio. eppure il grido silente che risuona laconico non rieccheggerà in eterno. presto nell'aria cadranno gocce di fuoco, un pianto incandescente tornerà alla terra da cui proviene, senza resistenza alcuna. quei fiocchi roventi moriranno una volta ancora nel loro pietrificarsi. cromie cangianti lasceranno il posto a cruente tinte mortifere, crisalidi cristallizzate pronte ad infrangersi ad ogni passo.

19 ottobre 2008

Dance

dolci soffici petali danzano nell'aria dipingendo un fuoco rosso inferno. volteggiano malinconici ed imprevedibili in ogni direzione. disegnano paesaggi sconosciuti all'anima sincera che li osseva ed avidamente li invidia: brama la loro segreta bizzarria piangendo attraverso occhi di puro cristallo. immagina viaggi pindarici in ogni luogo remoto e nascosto e l'irraggiungibile tristezza riflessa nell'iride del composto spettatore filtra attraverso le gote su cui si infrangono le lacrime colorate di azzurro celeste. diamanti dorati dall'ultimo sole come tombe testimoniano il passaggio di qualcosa di importante. urlano la loro impotenza fino a perdere voce. gridano per sovrastare il rumore dei fiori che li circondano.


cosa cerchi? domandano curiosi i petali al composto osservatore. ma le palpebre sono immobili ed i timpani non vibrano. perchè non c'è più ragione per osservare il mondo. cosa cerchi? domandano innervositi. conoscono gia la risposta quegli indomabili interlocutori. leggono ogni riflesso di quegli occhi palpitanti che ormai non hanno più il coraggio di aprirsi. leggono la gioia dell'espressione incredula ed infantile.


dolci soffici petali danzano nell'aria dipingendo un fuoco rosso inferno. continuano a danzare anche quando nessuno li osserva perchè non c'è più nulla da poter rapire. non c'è più niente che possano risvegliare perchè hanno mostrato l'irraggiungibile da cui non si può fare ritorno. ed avvolgono ogni cosa.

5 ottobre 2008

Happly ever after

non ho mai creduto nel lieto fine. le esperienze stratificate controvoglia nei lunghi anni hanno disilluso i miei occhi carichi di allegre visioni costringendoli alle lacrime. ho bagnato ogni limbo di terra sempre con il sorriso perchè in fondo, da qualche parte, c'era la convinzione di essere comunque fra quelli fortunati. quelli che forse perdono tutte le battaglie contro i mulini a vento ma comprendono che se non si può trovare la felicità alla fine della storia alemeno gioiscono vinvendola. non cerco più di soprassedere gli eventi. guardo attentamente non facendomi ingannare e perdono il fatto di trascurare i dettagli non sottuvalutando la loro importanza. osservo perchè la parte che adesso preferisco non è l'arrivo ma quello che trovo nel frattempo. 

non ho mai creduto che ci sia un lieto fine. solo che prima o poi si termina al meglio che si può. solo che nell'interagire sta sospesa la percezione dell'esserci. solo che prima o poi si è preparati ad ogni avvenimento e so di crederci anche se non è vero fino in fondo. la velocità del susseguirsi degli eventi porta a crepitare il cervello. scricchiola: striduli suoni, incespica, vomita, piroetta; e giace. effetti collaterali della stabilizzazione. 

tra poco sarà un fuoco continuo dove le accezioni delle parole perderanno il loro significato. cromie calde e avvolgenti invaderanno le strade e a me sta bene così. perdersi ancora una volta in questo spettacolo pirotecnico significa non essere ancora stato contaminato o affrontare le dialisi dell'anima con l'allegria che ci contraddistingueva. 

non c'è il lieto fine. non c'è mai stato. e sono felice in ogni caso.

27 settembre 2008

clowns are dangerous

qualcuno sta rubando del tempo ai giovani volenterosi. ridacchia e scherzucchia con infida simpatia. achitetta ogni cosa pensando di poter governare ogni discorso dall'alto della sua evidente anzianità. incanta per la sua conoscenza del metodo ma fa tremare per l'asimmetria delle parole. 
proponiamogli uno scambio... a questo pagliaccetto! proponiamogli di fare a cambio per qualche settimana. in posti dove con le grandi personalità stanno uccidendo lo spirito di chi vuole imparare. dove è finito il "Fare"? ipnotizzati e sfruttati stiamo rincretinendo fino a non avere più nulla da dire e anche se fosse forse nessuna forza in corpo per esalare il nostro ultimo giudizio. 
pagliaccetto... facciamo a cambio perchè forse posso rispettarti ma non ho intenzione di condividere quello ke mi vieni a dire...

12 settembre 2008

anonymous love

non volevo neanche entrare. sapevo che non sarebbe cambiato nulla. sapevo che non avrei trovato niente. solito arido deserto condensato in cumuli di stracci e stoffa e plastica. 
adesso non riesco più a scordare quei due iridi raggianti di un verde scuro così intesno che hanno ferito, prevaricato i miei timidi occhi acquamarina; il caschetto castano che seguiva impertinente ogni piccolo movimento del capo; qualla punta d'argento che spuntava appena sopra il labbro superiore così irriverente e composta alla stesso tempo. sinuoso movimento d'anche che mi ha accompagnato fra le dune variopinte di indumenti e targhette di marche ricercate: dolce straniera così naive dai modi aggraziati e gentili.
ipnotica visione di sonagli e cenere, grano ed erba impossibile da dimenticare. immagine romantica color sepia patinata dal tempo trascorso troppo velocemente e per questo graffiata ma non imbruttita. 
credo che un giorno di questi mi tufferò ancora alla ricerca di qualche capo d'abbigliamento educato e di buone maniere sperando di trovarti dall'altra parte del bancone... 

26 agosto 2008

it's been awhile

è passato un po' di tempo dal mio ultimo post. non posso farci molto purtroppo. le vacanze e gli esami hanno risucchiato avidamente ogni secondo lasciandomi senza vie di scampo. una trappola perversa architettata con sapiente maestria dal mio diventare grande. i miei occhi luccicanti imploravano pietà ma questi mostri non si sono lasciati corrompere. è stato anche piacevole, lo ammetto. camminare per le vie illuminate di praga rincorrendo ogni volto sconosciuto. lasciarsi guidare dalle atmosfere soffuse dei pub e dei locali alla scoperta di visioni caleidoscopiche che facendo boccacce risvegliavano dal torpore dei lunghi tragitti quotidiani.
ci vorrà ancora un po' prima di poter scivere con regolarità. chiedo scusa ai pochi che con fiducia seguono le assurde vicende del mio microcosmo.... nn ci vorrà molto. pazientate.